Lo studio realizzato da Comunità Giovanile dal
titolo "La Linea Cadorna: non per la guerra ma per lescursionismo"
interessa quella linea di fortificazioni fatta realizzare dal Gen.
Cadorna a ridosso del confine elvetico, nel timore che gli imperi
centrali potessero sfondare e travolgere le fragili difese
svizzere allo scopo di aprire un nuovo fronte con lItalia.
Latteggiamento della Svizzera stessa, nonostante la
dichiarata neutralità, non costituiva, per una serie di ragioni,
una sufficiente garanzia contro le aggressioni austro-tedesche.
Tali preoccupazioni non erano nuove per lo Stato Maggiore del
Regio Esercito che nei decenni precedenti aveva già evidenziato
la necessità di rafforzare le difese in tale settore ma, per
ragioni di bilancio, nessuna opera era stata avviata.
Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale tale deficit difensivo
divenne evidente e unaggressione in tale settore ancora più
probabile.
Per scongiurare tale pericolo in poco più di un anno vennero
approntati una serie di appostamenti per lartiglieria,
fortini e gallerie, collegati da linee multiple di trincee.
Questo sistema difensivo parte dalla provincia di Verbania,
attraversa idealmente il Lago Maggiore, e prosegue lungo i
confini svizzeri, nella zona settentrionale delle province di
Varese, Como e Bergamo, terminando nei pressi del Pizzo del
Diavolo.
A ottantanni dalla costruzione della
Linea Cadorna ne abbiamo ripercorso i sentieri e le strade
militari utilizzando come guida il lavoro svolto dal prof.
Corbellini e dalling. Giardinieri sulle fortificazioni
della Regione Lombardia realizzato per lAssessorato allAgricoltura
e alle Foreste.
Abbiamo svolto questo lungo sopralluogo per approfondire
ulteriormente la ricerca che i due studiosi avevano svolto su
scala più grande. Sono stati individuati i camminamenti,
visitate le fortificazioni, percorse le mulattiere e le
camionabili militari, censite le strutture meglio conservate
realizzando una prima e semplice documentazione fotografica
importante testimonianza del buono stato di conservazione della
linea e fondamentale strumento divulgativo. Durante i
sopralluoghi sono stati individuati anche percorsi di accesso
alle fortificazioni
Sebbene non appartenga al territorio Lombardo è stata visitata anche la sezione piemontese della L.C., in provincia di Verbania; la stessa è stata infatti interessata, in questi ultimi anni, da importanti interventi di restauro. Ciò con lobiettivo di conoscere tutte le opere interessate da interventi locali di recupero già avvenuti (altro es. nel territorio della Valganna-Val Marchirolo) e trarne spunto e suggerimenti per i lavori futuri.
Durante le nostre visite sono state individuate
numerose linee di camminamenti, postazioni per mitragliatrici,
cannoniere, bunker, punti di avvistamento, ecc., nella maggior
parte dei casi in ottimo stato di conservazione. Solo le
vegetazioni prealpina e alpina rendono difficile lindividuazione
dei manufatti che in molti casi richiedono solo interventi di
diserbamento da piante, arbusti e fogliame e limpianto
della cartellonistica esplicativa al fine di permetterne lindividuazione
e la spiegazione storica.
Altro aspetto significativo che semplificherà gli interventi
lungo la L.C. è la vicinanza della stessa ad abitati e vie di
comunicazione; ciò permetterà di realizzare numerosi percorsi
di visita brevi e di facile accesso oltre ad itinerari più
lunghi. La realizzazione della Linea ha determinato la
costruzione di diverse strade che domani potranno divenire comode
e sicure vie di accesso per i turisti oltre a costituire una via
di intervento determinante per la gestione del territorio.
Riteniamo infatti dallesplorazione del territorio
interessato dalla Linea che questa, una volta ripulita e
sistemata, possa divenire anche linea tagliafuoco in caso di
incendi, facile via di accesso per i mezzi e gli uomini del
soccorso, della protezione civile e dei vigili del fuoco
permettendo interventi più tempestivi su un territorio troppo
spesso offeso da incendi e di difficile penetrazione a causa
della fitta boscaglia prealpina.
Per presentare il lavoro in fase di attuazione
e le enormi possibilità di sviluppo dello stesso è stata
organizzata una serata di proiezioni e di dibattito nel mese di
luglio in occasione della manifestazione di Busto Estate (relatori
il Prof. Giancarlo Corbellini e la Guida Alpina Dott. Marco Tosi).
Inoltre per meglio conoscere la L.C., coinvolgere le autorità, i
sindaci, i presidenti delle comunità montane, gli assessori, le
associazioni e quanti operano sul territorio attraversato dalle
fortificazioni abbiamo organizzato due incontri. Il primo in
ottobre al rifugio monte San Martino, il secondo alla villa Porta
Bozzolo a Casalzuigno. Grazie alla numerosa partecipazione ad
entrambi ed in seguito agli scambi di vedute è risultata
fondamentale la necessità di realizzare un intervento di
recupero globale che, attraverso un progetto organico, riesca a
valorizzare la Linea lungo tutti i territori che attraversa.
Durante tutta la fase di studio abbiamo allestito allinterno del sito internet di Comunità Giovanile delle pagine dedicate a questo progetto per mettere a disposizione di chi lo desiderasse un aggiornamento in tempo reale sul lavoro che stavamo svolgendo oltre alla possibilità di contattarci direttamente.
Il 22 ottobre 1999 abbiamo presentato il progetto al 2° Convegno europeo sulle Greenways a Milano. Siamo stati introdotti nella session poster di questo convegno dal Prof. Ing. Paolo Pileri, docente di Ingegneria del Territorio del Politecnico di Milano, il quale ha dimostrato notevole interesse per questo studio. Possiamo ritenerci ampiamente soddisfatti per linteresse suscitato nelle numerose persone presenti, sia rappresentanti di enti pubblici coinvolti dal progetto, sia privati operanti in questo campo di attività.
Dopo la prima fase di rilievi, incontri e studi
sulla Linea Militare Cadorna abbiamo stabilito gli interventi da
sviluppare.
Il lavoro di recupero è da considerarsi come un importante
intervento sul territorio che per essere gestito nella sua
complessità richiederà limpiego di un GIS (Geographic
Information System), moderno strumento di pianificazione
ambientale utile a realizzare e organizzare un censimento preciso
delle opere (in unione ad una tecnica di rilievo GPS) e avere lesatta
situazione dello stato della Linea in funzione di un suo utilizzo
legato ad un turismo culturale. Inoltre deve servire per rendere
concreta la possibilità di utilizzare le numerose vie di accesso
ai camminamenti della Linea Cadorna per la gestione del
territorio e per interventi di protezione civile cartografando e
informando gli addetti ai lavori di tali possibilità. Come base
cartografica sulla quale rappresentare le fortificazioni, i
camminamenti e le strade di accesso riteniamo che le attuali
immagini satellitari offrano oltre che una migliore visione del
territorio, anche un rilievo recente, praticamente aggiornato
alla data di realizzazione della carta, che permetterà di capire
come la linea si inserisce nel territorio.
Questi due strumenti, il GIS e le immagini satellitari,
serviranno per coordinare gli altri interventi e gestire tutte le
informazioni per realizzare una pubblicazione, una mostra
fotografica, gestire un sito internet, avere le informazioni per
girare un filmato, posizionare la cartellonistica esplicativa,
cartografare i percorsi di accesso alle fortificazioni e
realizzare delle cartine turistiche.
Oltre alla fase pianificatoria e di gestione, realizzata con limpiego di un GIS in accordo con una base cartografica satellitare, sarà fondamentale la parte divulgativa dello stesso che si realizza con un progetto scuola, lutilizzo di tecnologie internet e la sistemazione in luogo di cartellonistica apposita.
Con il Progetto Scuola si sottolinea limportanza della divulgazione allinterno delle scuole di quelli che sono i segni lasciati dalla prima Grande Guerra sul territorio locale; oggigiorno pochissime persone ne conoscono lesistenza, credendo che la guerra sia stata vissuta solo su altri fronti. Per recarsi nelle scuole e realizzare con efficacia degli incontri riteniamo necessario poter allestire una mostra fotografica, una multivisione e un filmato, oltre che distribuire materiale informativo. Questo affinché gli studenti possano veramente capire ed essere interessati a questo importante e drammatico pezzo di storia italiana. A seguito di tali incontri prevediamo delle escursioni gestite da guide alpine nei luoghi della Linea Cadorna più adatti a condurre una gita scolastica perché fortificazioni, trincee e camminamenti non rimangano per i giovani solo delle immagini e affinché la loro osservazione sul campo porti a capire più concretamente il significato di parole come guerra di trincea e guerra di posizione.
I materiali video realizzati per il progetto scuole saranno inoltre utilizzati presso incontri da organizzarsi con associazioni quali il CAI, FAI, ANA, CAM, Società Escursionistiche, , comuni, comunità montane e quanti altri fossero interessati.
Per incentivare lescursionismo culturale lungo la Linea Cadorna sarà necessaria la realizzazione di una pubblicazione che racconti la storia, le strategie militari, le modalità costruttive di queste strutture ed individui con chiarezza lubicazione di tali opere. Per una visita sul campo di questi forti e linee difensive verranno realizzate delle carte escursionistiche in scala 1: 50.000 di facile lettura, complete di informazioni storiche e turistiche. Sul posto, oltre ad un primo lavoro di pulizia sarà necessario realizzare della cartellonistica esplicativa e la segnalazione attraverso segnavia verticali dei percorsi di visita alle fortificazioni.
Durante i sopralluoghi realizzati abbiamo trovato diversi arrampicatori che si allenano sulle falesie di roccia site nei pressi delle fortificazioni. Lintervento di pulizia e sistemazione delle palestre di roccia che si trovano lungo la Linea avrà la doppia funzione di rendere più sicuro laccesso alla L.C. in alcuni tratti minacciato dalla caduta massi (vedi opere di disgaggio) e fornire anche unoccasione di visita sportiva a questi luoghi; lo sviluppo di una disciplina moderna come larrampicata sportiva, effettuabile in un contesto naturale di rara bellezza, in località di comodo accesso e con lopportunità di una visita escursionistico-culturale lungo i sentieri ed i camminamenti della L.C., determinerà lo sviluppo di unaltra forma di turismo qualificato.
La L.C. ci è apparsa durante i sopralluoghi effettuati sicura per quel che riguarda le fortificazioni e i camminamenti. Lintervento di un Ingegnere Geotecnico e Geologo per decidere di una fase così importante ha portato a preventivare la zonizzazione della Linea per quanto riguarda le strutture geologiche e la possibilità di effettuare unanalisi con metodi GPR e geoelettrici per risolvere problemi di bonifica legati allindagine di cunicoli chiusi e alleventuale presenza di ordigni.
Limportanza di questo progetto da un punto di vista storico, di promozione culturale e turistica di territori altrimenti poveri, e di salvaguardia ambientale ci induce a proporre la realizzazione di un museo allaperto, localizzabile sul Monte Orsa (sopra Viggiù in provincia di Varese) per il rilevante numero di fortificazioni presenti, lottimo stato di conservazione, la facilità di accesso alla zona (servita da strade, ferrovia e linee di autobus). Inoltre questa sezione presenta una posizione centrale nellestensione della fortificazione; si trova infatti a metà tra la provincia di Verbania e la Bergamasca. Un Museo rappresenterebbe un luogo ideale dove portare le scolaresche, dove realizzare delle strutture fisse esplicative di tutta la Linea Cadorna, e costituirebbe unoccasione turistica importante considerando anche il fatto che si trova sul confine Italo-Svizzero posto tra due valichi di frontiera, quello del Gaggiolo e quello di Porto Ceresio.
Il FAI (Fondo per lAmbiente Italiano) ha espresso interesse per i percorsi escursionistici che visitano le sue proprietà . Le Aziende di Promozione Turistica hanno sottolineato come il recupero di tale patrimonio architettonico e storico può attirare facilmente il turismo del "week-end" e creare i presupposti per soggiorni più lunghi. Lofferta turistica delle zone attraversate dalla Linea Cadorna oggi è molto qualificata, ricordiamo il turismo legato ai circoli di volo a vela di Laveno e Gavirate, la pratica della navigazione a vela sui laghi Maggiore e di Como oltre agli altri sport acquatici, lescursionismo a cavallo, lescursionismo a piedi diffuso e particolarmente praticato nelle province di Como, Bergamo e nel Canton Ticino dove si trovano anche numerosi rifugi e punti tappa per escursionisti sia nei fondovalle che in quota collegati da numerosi sentieri ben tenuti dalle sezioni del CAI (Club Alpino Italiano) e del CAS (Club Alpino Svizzero), il turismo eno-gastronomico praticato in particolare nella bassa Valtellina, il turismo culturale che oggi si realizza in particolare lungo le sponde dei laghi dove le Pro Loco programmano importanti rassegne musicali e artistiche (Lago Maggiore Jazz, concerti delle isole,...) spesso in collaborazione con il FAI (Fondo per lAmbiente Italiano). Unofferta varia e anche di importante profilo sportivo, culturale ed economico ma molto frammentaria. E difficile reperire informazioni sui programmi e sullofferta turistico culturale di queste zone.
Questo progetto potrebbe diventare trainante e promozionale per altre attività che già esistono sul territorio. Il recupero della Linea Cadorna quindi non solo come intervento di ripristino del territorio ma prima di tutto come flusso di informazioni e promozione. E quindi chiaro che soltanto lutilizzo degli strumenti informatici di pianificazione e le tecnologie web renderanno questi dati fruibili da tutti secondo le proprie esigenze: urbanistiche, imprenditoriali, turistiche, . Il progetto mira a generare dei meccanismi di sviluppo economico-turistico dellarea che attraversa diventando: occasione turistica, possibilità di promozione, rilancio di attività esistenti e occasione di salvaguardia del territorio.
Soltanto creando un legame tra il progetto di riqualificazione e trasformazione della L.C. e ciò che le associazioni e le imprese locali già realizzano si riuscirà a dare efficacia allintervento consentendogli di autosostenersi e crescere.